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Text: Mario Rispoli
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Ci avviamo, tra offerte da capogiro apparse sui maggiori organi di informazione,
alla conclusione di una stagione turistica che per la prima volta ha mostrato
seri segnali di cedimento. Ci sarà il botto di fine anno, quando gli alberghi
aperti faranno registrare il tutto esaurito e poi aspetteremo, questa volta meno
fiduciosi degli altri anni, la primavera del 2009. Dai dati ancora provvisori
riguardanti il movimento turistico nel periodo gennaio-ottobre 2008, è
possibile trarre alcune considerazioni che possono dare indicazioni sufficientemente
precise sulla stagione turistica che si avvia a conclusione. Nell'isola d'Ischia
da gennaio ad ottobre sono stati registrati 460.805 arrivi e 2.901.838 presenze,
con una performance negativa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente
di -7.30% in arrivi e -9.50% in presenze. La perdita in termini di presenze -
ragioniamo in presenze, perché ad ogni presenza corrisponde una notte trascorsa
nelle strutture ricettive dell'isola e quindi una tariffa giornaliera pagata -
è stata forte nei comuni di Serrara Fontana (S. Angelo) -17.00% e Barano
-12.30%, più contenuta negli altri. La perdita di intensità maggiore
riguarda il mercato interno italiano che registra un -10.40% mentre è stata
più limitata per quello straniero, con -7.12 %.
Il calo potrebbe essere interpretato anche in maniera non eccessivamente pessimistica
se non fosse che quest'anno, più che negli altri, a stimolare la domanda
ci sono state offerte a prezzi di saldo. La stessa politica al ribasso sembra
proseguire, osservando i messaggi lanciati recentemente sui principali rotocalchi.
Concentriamoci ora sui dati relativi al mercato straniero, dove il trend degli
ultimi anni è decisamente negativo e il cui peso complessivo rispetto a
quello italiano si è ridotto di molto. Il mercato tedesco con 455.862 presenze
continua ad essere il primo, rappresentando sempre in termini di presenze il 54.60
% di tutto il mercato estero. Occorre fare una riflessione e tenere presente che
fino al 2000, e per almeno vent'anni, il mercato tedesco faceva registrare annualmente
un dato che si discostava di poco da 1.500.000 di presenze, costituendo circa
l'85% del mercato straniero.
Ritornando all'oggi, al secondo posto ritroviamo il mercato russo che con 78.464
presenze consolida la sua posizione di tutto rispetto, registrando un aumento
del 18 % rispetto allo stesso periodo del 2007. Ormai le presenze dei russi sono
oltre il 17% delle tedesche: si tratta sicuramente di un dato interessante, da
non sottovalutare. Così come non va sottovalutato il mercato riferibile
alla Repubblica Ceca che con 43.521 presenze cresce rispetto all'anno precedente
del 7.42% e rappresenta quasi il 10% di quello tedesco e si colloca al quarto
posto. Il terzo è occupato dall'Austria, al quinto la Svizzera seguono
poi il Regno Unito e gli Stati Uniti d'America.
Facciamo a questo punto alcune considerazioni in termini di capacità di
spesa dei turisti stranieri, adottando come indicatore di capacità di spesa
il soggiorno in alberghi per categoria, in quanto a categoria superiore corrisponde
maggiore capacità di spesa. In buona misura, si può ritenere, infatti,
che il turista che sceglie un albergo a 5 stelle abbia possibilità economiche
superiori a quelle del turista che alloggia in un albergo ad una stella. La capacità
di spesa è un indicatore fondamentale per l'economia del turismo, in particolare
per quanto essa apporta in termini di guadagni a tutto il sistema di offerta turistica.
Per brevità ci riferiremo al solo movimento nelle strutture ricettive alberghiere,
dove la classificazione è più rigorosa rispetto a quelle extralberghiere,
e faremo un confronto fra i due principali mercati: quello tedesco e quello russo.
Delle 402.027 notti trascorse dai tedeschi a Ischia, 17.377 sono state trascorse
in alberghi a 5*, 244.979 in alberghi a 4* e 156.158 in alberghi a 3*. In termini
percentuali possiamo dire che solo il 3,8% delle notti vengono trascorse dai tedeschi
in alberghi a 5*, il 54% in alberghi a 4* e il 35.50% in alberghi a 3* (per brevità
non prendiamo in considerazione gli alberghi ad 1 e a 2*). Vediamo cosa accade
per il mercato russo. Delle 78.123 notti trascorse ad Ischia, 21.353 sono state
trascorse in alberghi a 5*, delle 402.027 notti trascorse dai tedeschi ad Ischia
tra gennaio e ottobre, solo 17.377 sono state trascorse in alberghi a 5*, 3.976
notti (presenze) in meno rispetto a quelle dei russi: quindi questi ultimi come
quota di mercato occupano il secondo posto benché in termini di presenze
complessive registrino 1/6 delle presenze tedesche. Ritorniamo alle presenze per
categorie, sempre i russi fanno registrare 43.058 presenze in alberghi a 4* e
12.505 in alberghi a 3*.
Quindi in termini percentuali:
presenze russe in alberghi a 5* circa 27.33% del complessivo,
presenze russe in alberghi a 4* circa 55.16% del complessivo,
presenze russe in alberghi a 3* circa il 16% del complessivo.
La rimanente parte è del tutto irrilevante.
In più, andando ad esaminare le presenze straniere in alberghi a 5 stelle ritroviamo al primo posto la Russia seguita dalla Germania, e a distanza maggiore dal Regno Unito e dagli Stati Uniti.
Stabilito che l’indicatore qualità dell’alloggio possa essere indicatore di capacità di spesa, otteniamo che il peso specifico dei russi appare molto più alto di quello dei tedeschi. Con questo anche la capacità da parte del turismo russo di creare sviluppo ed indotto per tutto il sistema turistico isolano. I russi per la loro preferenza di alberghi di target elevato si sono posti al di sopra degli americani considerati, all’epoca in cui il dollaro era la valuta più forte nello scenario monetario internazionale, i clienti più appetibili per una località turistica italiana. Gli americani in gergo turistico venivano definiti “big spender”: si può ben dire che attualmente questo titolo, per quanto riguarda il mercato ischitano, spetti ai turisti provenienti dalla Russia.
Detto ciò, vediamo come si pone l’offerta dell’isola rispetto a questo mercato che impetuosamente si fa strada e che dovrebbe essere analizzato da tutti gli operatori pubblici e privati con l’attenzione che merita. In verità ciò non pare che accada, infatti:
non esiste alcuna cartellonistica in lingua,
nessun depliant illustrativo in lingua,
il front office degli alberghi è insufficiente ad una adeguata accoglienza. Inoltre:
le analisi sulla tipologie di consumo dei clienti consumatori sono inesistenti,
le analisi sulla domanda e sulla soddisfazione sono inesistenti.
Del tutto inesistente una formazione professionale calibrata degli addetti, neanche il minimo che possa consentire ai nostri occupati di poter concorre in condizioni di ‘par condicio’ con i lavoratori provenienti dall’est.
Probabilmente il turismo che - ricordiamolo, se c’è ne fosse bisogno - rappresenta la principale attività economica della nostra isola, andrebbe studiato in maniera più scientifica e, senza trascurare i mercati tradizionali dove è necessario intervenire con azioni di recupero, andrebbero effettuate indagini sulle quali implementare adeguate strategie di fidelizzazione e di sviluppo. In un sistema sempre più competitivo, infatti, non basta più godere di una lunga tradizione per attrarre nuovi turisti non avvezzi precedentemente a viaggiare, ma bisogna riuscire a soddisfare le loro aspettative, altrimenti per i mercati emergenti potrebbe verificarsi quanto accaduto per quello tedesco, che si è rivolto ad altre mete, mentre sceglie Ischia meno di un terzo dei tedeschi che ci venivano solo fino a pochissimi anni fa.
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