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Text: Riccardo Sepe Visconti
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Nel 2009 tutto cambierà ad Ischiacity (perché tutto resti così
com'è)
Cari lettori, ci siamo, Ischiacity è giunto al giro di boa (che coincide
con il suo quinto anno di pubblicazione). In altre parole (e con buona pace
di Tomasi di Lampedusa) dal 2009 cambierà tutto (se la testata deve rimanere
in vita).
Per quattro (lunghi) anni ho finanziato, costruito, sorretto e diretto il magazine,
l'ho sempre voluto solare, proteso al bello ed alla positività, l'ho
voluto indipendente.
Ed è sul doppio concetto di indipendenza e positività che vorrei
che mi dedicaste qualche minuto della vostra attenzione. Ma per parlare di ciò,
occorre che io prima vi chieda di guardarvi intorno e di riflettere su quanto
si è vissuto ad Ischia negli ultimi anni: ditemi, c'è stata una
crescita o una terribile involuzione? Le cose oggi vanno meglio o peggio di
qualche anno fa? Quante nuove strutture sono nate e quante hanno chiuso i battenti?
Quanto lavoro decente siamo in grado di dare ai nostri ragazzi e quanto spesso
accade che i giovani per lavorare dignitosamente debbano lasciare l'isola?
Insomma, dove stiamo andando?
Questi interrogativi io me li pongo (con pena) quotidianamente e dico a me stesso
(e a tutti coloro che mi sono affianco) che occorre darsi da fare per arrestare
la crisi e lavorare per tornare ad essere produttivi. E così mi riallaccio
al punto di partenza: per guardare con fiducia al futuro ed al tempo stesso
essere indipendenti bisogna avere le spalle forti ed io oggi mi rendo conto
che da solo non potrò mai farcela. Occorre allora che venda una quota
consistente della società editoriale che ho costituito affinché
entrino nell'azionariato un bel po' di imprenditori pronti a condividere i miei
obiettivi, che sono quelli di dar voce ed immagine a quest'isola, affinché
Ischia finalmente comunichi col mondo.
A questo punto, sia pur sinteticamente, vi descrivo il mio progetto: dar vita
al "Polo della Comunicazione", che amministri il magazine Ischiacity
insieme ad una nuova testata, "I Bravi Maestri", che sarà un
quindicinale di formazione politica (quello che io - ispirandomi a ciò
che fu La Repubblica negli anni '70 - definisco un "giornale-partito");
a ciò si aggiungerà una web-TV "www.ischiacitynetwork.it"
con cui realizzeremo una vera e propria televisione (perché - consentitemi
di dirlo - l'emittente locale esistente non è assolutamente all'altezza
del compito (a) di farsi vedere da tutta l'isola; (b) di essere vista fuori
dell'isola; (c) di fare programmazione di qualità; (d) di fare un'informazione
completa ed equilibrata); a tutto questo affiancheremo un ufficio stampa, che
lavori per diramare presso le testate giornalistiche nazionali ed estere tutte
le notizie più importanti che riguardano quanto accade a Ischia, perché
abbiano il giusto risalto.
Ma affinché il mio progetto sia realizzabile, lo capirete, sono necessarie
molte energie e questo vuol dire che occorrono capitali (ecco perché
per me è necessario cedere parte della mia azienda e consentire l'ingresso
di soci finanziatori). A questo punto sarà finalmente possibile che l'isola
d'Ischia comunichi sia con gli ischitani che con il resto del mondo.
Purtroppo, però, le cose non sono così semplici (le cose importanti
non lo sono mai!). E quando si parla di comunicazione ed informazione regolarmente
si presentano due tipi di ostacoli: da un lato l'odioso tentativo di imporre
un guinzaglio e costringere i giornalisti a piegarsi alle logiche del potere;
dall'altro, una certa ignoranza mista ad insensibilità che rende miopi
gli investitori, i quali non sempre comprendono l'assoluta necessità
di investire in immagine e comunicazione per scongiurare il rischio di naufragio.
Sono due problemi con i quali devo fare i conti perennemente e che rappresentano
i più gravi ostacoli al mio impegno. I miei lettori sanno l'entusiasmo
e l'onestà con i quali ho sempre lavorato ai miei progetti: oggi Ischiacity
è una realtà conosciuta e stimata da moltissime persone. Ma Ischiacity
è ancora troppo debole perché la crisi sta minando il flusso pubblicitario
che lo alimenta.
Infine, in tempi recentissimi vedo intorno a noi agitarsi uno strano gruppo
di imprenditori che sotto le insegne dell'associazione "Consorzio Ischia
Isola" sta cercando di invadere ed influenzare il mondo della comunicazione
isolana. Il presidente del Consorzio è il commerciante Gerardo De Rosa,
storico massone che ha saputo attrarre nella sua sfera di influenza decine di
personaggi che a vario titolo (politico, civile, professionale) sostengono i
suoi obiettivi. Fino ad oggi, a quello che mi risulta, il Consorzio è
stato solo capace di organizzare festival fallimentari, corsi per commesse di
dubbia utilità (i corsi, non le commesse), campagne civiche di nessuna
eco e, infine, distribuzione agli ospiti VIP in visita ad Ischia di boccette
di falso profumo ischitano. Oggi questo gruppo, per motivi comprensibili ma
allo stesso tempo molto opinabili, ha deciso di amministrare l'ufficio stampa
dell'isola d'Ischia (e quello che è peggio, è che i politici avallano
il loro progetto) così come ha assorbito la proprietà de Il Corriere
dell'Isola, rendendolo nel volgere di pochissimo tempo sempre più un
settimanale politico e snaturando ogni giorno di più la sua antica vocazione
di foglio di gossip locale. Insomma, a mio giudizio c'è da preoccuparsi.
Ed io sono tanto più preoccupato perché so che questa gente sta
ostacolando in ogni modo la nascita del Polo della Comunicazione libero e indipendente
voluto da me.
Ah, dimenticavo! Tanto per ricordarlo, io da sempre mi occupo solo di comunicazione
(e qualcuno mi attribuisce anche qualche merito) mentre il Consorzio si occupa
solo di affari! A voi le conclusioni.
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