|
Photo: Redazione Ischiacity Text: Redazione Ischiacity
Questo articolo è stato letto 1788 volte
Le feste che si stanno approssimando a grandi passi, Natale, Capodanno e dintorni,
le celebriamo in tanti modi, in tanti luoghi ma uno dei più semplici,
in un certo senso, ma anche dei più sicuri è mettere a tavola
certi piatti, preparati con ingredienti che 'fanno' Le Feste. Per questa ragione
Ischiacity ha chiesto ad uno dei ristoranti più apprezzati dell'isola
"Umberto a mare" di Forio, di ideare e cucinare per i suoi lettori
la cena per la notte di Capodanno.
Umberto Regine, che porta il nome del nonno che si stabilì ai piedi del
Soccorso ormai circa 80 anni fa, è il proprietario del locale insieme
al fratello Marco e ne è anche lo chef. Quando il nonno mise radici qui,
era un luogo isolato e selvaggio e l'acquisto di questo pezzo di terra fu una
scommessa: oggi ci accoglie una sala piacevole (cui si aggiunge una terrazza
esterna) con ampie finestre da cui entra prepotente il paesaggio, da un lato
la mole dell'Epomeo e Forio ai suoi piedi e dall'altro la distesa marina, spettacolare.
Il menù che Umberto ci propone è giocato tutto sui prodotti del
mare, ed è proprio la cucina del pesce che ha fatto la fama di questo
ristorante e d'altra parte i mercati del pesce in coincidenza con la vigilia
di Natale e l'ultimo dell'anno sono una delle tappe più tradizionali
e sentite. E la tradizione non è stato dimenticata: compare anche sotto
forma di ingredienti-simbolo come la melagrana, le lenticchie, certi abbinamenti
del radicchio con uva passa e pinoli che a noi del sud ricordano irresistibilmente
la pizza di scarole (altro piatto tipico del Natale). L'impostazione però
è moderna, tutta giocata su sapori, colori, consistenze contrastanti
o che si richiamano l'uno nell'altro, seguendo una precisa partitura stabilita
da Umberto. Lui ci racconta veramente con disponibilità assoluta ogni
passaggio di quello che fa, decifra per noi ogni ingrediente raccontandocene
la storia, come lo ha scoperto, come gli piace usarlo, dall'olio alla pasta,
dalle lenticchie alla bottarga e soprattutto naturalmente i tipi di pesce che
ha scelto, la costante è che proviene sempre dal mare intorno all'isola
e che è sempre, assolutamente fresco. E la freschezza, il sapore e il
profumo che sprigiona vanno portati intatti fino a tavola: quindi preparazioni
e sistemi di cottura brevi, come la rapidissima frittura in una particolare
pastella che preserva intatto il sapore del pregiato astice. O come l'antipasto
'Tra crudo e cotto', in cui il sarago, la ricciola e il pesce azzurro 'interpretano'
tre modi diversi di mangiare pesce: crudo, delicatamente marinato con arancia
che esalta la naturale dolcezza delle carni e infine una rivisitazione della
tipica polpetta fritta. Con il primo, nel condimento degli spaghetti torna la
nota dolce nella bottarga di muggine, cioè di cefalo, e l'intenso sapore
del mare con la sottilissima triglia cruda. Insolita invece l'associazione terra
mare nel risotto con radicchio trevigiano e 'scuncilli' nostrani. Da quello
che pescatori e paranze tirano su dipende la 'variazione sul pescato del giorno':
per noi tutto pesce azzurro (pesce serra, bandiera e ricciola) sempre cucinato
al momento e accompagnato con sapori della tradizione meridionale, basilico
e pinoli, capperi, olive e pachino della puttanesca, verdure e infine le indispensabili
lenticchie di capodanno riempiono un tenero calamaro.
Quello sul dolce è un discorso a parte, un classico: voluttuosa crema
chantilly, fragoline e melagrana riempiono una cialda croccante che ricorda
nella forma una cornucopia, il benaugurante simbolo dell'abbondanza.
|